RILASSATI… SEI A
MONTALBANO - Mori Tn Italy
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C’era una volta… le più belle storie di Montalbano
Il pozzo
davanti al Santuario ha dissetato per molti anni i Remit
che abitavano in questo magico luogo. Oggi, rimesso a nuovo, funzionante, è una
delle bellezze della terrazza del Santuario. I folletti che vi abitano in uno dei due fori che si possono vedere
nel pozzo, escono la notte (dalle 1.30 alle 3.00) e iniziano a cantare soavi
melodie.
Li hanno
scoperti in una notte d’estate Marina e
Gigi, Remit del Santuario mentre prendevano il fresco
davanti al loro laghetto. Sentendo voci melodiose, si sono incuriositi e
avvicinandosi al pozzo hanno scoperto che la musica arrivava da quel punto mai
visitato prima. Scoperti, sono usciti e, piccoli come
libellule hanno iniziato volare scherzosamente attorno ai due ragazzi.
Impauriti i giovani sono scappati riparandosi nel remitorio.
Pensando a quello che avevano visto e incuriositi, piano piano
hanno deciso di affrontare queste strane creature. Si
sono riavvicinati al pozzo e ancora un pò impauriti
si sono presentati. I folletti li conoscevano molto bene come hanno sempre
conosciuto i remit precedenti che da secoli vivono ai
piedi del castello e hanno raccontato ai ragazzi che prima vivevano nei
sotterranei del castello, in compagnia del barbaza,
un vecchio con la barba lunga, ma poi, abbattuto il castello dai veneziani per
colpa di un signore di Lizzana chiamato Guglielmo hanno dovuto scappare e cambiare casa.
Oggi
stanno molto bene nel pozzo ma tutte le notti escono e si divertono a fare
scherzi (per noi anche cattivi) alla gente di Mori. Da quel giorno Marina e Gigi
hanno nuovi amici anche se a notte fonda. E se anche
tu vuoi vedere i loro amici folletti dovrai recarti a
Montalbano, sulla suggestiva terrazza con vista sulla borgata di Mori e
attendere le loro pazzie volanti facendo molta attenzione che non ti facciano
cattivi scherzi.
M&G-2004
Nella
fenditura dietro il castello di Montalbano sulla quale esisteva il mastio del
castello, si trovavano alcune caverne sfruttate come rifugio
(corone) e in una di queste visse un tempo molto lontano uno strano figuro, un
vecchio con una lunga barba bianca, che per questo motivo venne soprannominato Barbaz e da lui la spaccatura prese il nome di “bus del Barbaza”. Era un uomo malvagio, si cibava di carne umana,
dicevano le comari nei filò di Mori, e se ne stava
lassù tutto solo perché doveva difendere un favoloso tesoro nascosto nelle
viscere del castello.
Ancora oggi,
se qualcuno coraggioso, volesse avventurarsi in quella
spaccatura di roccia troverebbe le ossa del vecchio crudele. Al solo toccare
quei resti immondi, il vecchio riapparirebbe dal mondo degli spiriti e
indicherebbe, all’audace cercatore, il luogo in cui è nascosto lo scrigno
prezioso. Ma nessuno fin ora è riuscito ad avere tutto
questo coraggio.
Sulla rupe di Albano, esattamente sul doss
della Motta di Mori, sarebbe nascosto un tesoro che
il Diavolo in persona avrebbe difeso dai malintenzionati e dai curiosi. Ma un giorno Satana decise di abbandonare il tesoro e gli
abitanti di Mori sentirono un gran boato seguito da un terribile e nauseante
odore di zolfo. Il giorno dopo, quando i Moriani
uscirono di casa e alzarono gli occhi verso Montalbano, videro una profonda
spaccatura nella roccia che il giorno prima non c’era
e un segno ben visibile sulla roccia del piede del diavolo “pè
del diaol”. Si suppone che il Diavolo da quel punto
abbia preso lo slancio per svettare in aria e partire verso il Camanghem. Molti hanno cercato il tesoro ma nessuno l’ha mai
trovato.
Alcuni dicono
che sia lo stesso tesoro che ha custodito per anni il Barbaza.
A voi risolvere il mistero.
Su questa antica leggenda si sa molto poco… Molti anni fa anche
a Mori esistevano le streghe e si ritrovavano in tarda serata sul prato a metà
ferrata. Qui facevano riti magici e preparavano porzioni da usare per le loro
stregonerie.